Il territorio della fotografia.

Esplorazioni sulle infrastrutture di acqua e asfalto nell'area centrale veneta.

 

Mariano Andreani e Luisa Siotto

 

 

Tra le ricerche dedicate allo studio del territorio, all'interno delle riflessioni sorte nei differenti campi del sapere intorno alla definizione delle rispettive epistemologie, sembra emergere uno spazio interstiziale, un ambito di non-esclusione fra i discorsi disciplinari al quale la pratica della fotografia puo' avere accesso, una volta che le si riconoscano condizioni di esistenza adeguate e un specifico livello di efficacia conoscitiva.

 

Obiettivo di questa ricerca e' la costruzione di un apparato teorico e metodologico per la definizione di uno stato epistemologico autonomo della fotografia del territorio, che conduca alla possibilità di una verifica empirica sul campo, attraverso la realizzazione di una campagna fotografica.

 

L'urbanistica degli ultimi decenni, si e' trovata a fronteggiare un periodo di forte incertezza identitaria, che ha coinciso con la definitiva rimozione del paradigma positivista e delle figure che ne derivano da una parte, e dall'altra con l'apertura delle funzioni di gestione del territorio a differenti forme di partecipazione e a differenti saperi disciplinari (Secchi). Le “pratiche cognitive”, i meccanismi con i quali le conoscenze vengono mobilitate da soggetti diversi e ri-negoziate intorno alla costruzione di un problema, investono e modificano i fenomeni stessi che sono oggetto di analisi (Bianchetti). Da una parte quindi, la lettura del territorio richiede una forma di organizzazione di materiali, criteri, rappresentazioni descrittive ed interpretative che possa costituire un’alternativa all’ipertrofia delle descrizioni specialistiche verso un sistema di lettura “aperto”, dall’altra è necessario un intervento di sintesi capace di dare corpo all’oggetto di studio, diventato inafferrabile a causa dei molteplici contributi, talvolta inconciliabili nei metodi e nei linguaggi, anche nella prospettiva di una piu' accessibile comunicazione sui temi della gestione delle trasformazioni territoriali.

 

La descrizione e' una operazione selettiva che, proponendo un ordine, non riduce il fenomeno osservato ad un modello di spiegazione ma, attraverso le regole della sua formazione, indica una prospettiva d'azione. Un archivio quindi puo' essere visto come una catalogazione “di rappresentazioni descrittivo-interpretative”, una tassonomia che dia ordine a percorsi analitici gia' svolti, in vista di una rilettura sinottica (Munarin). Altrove, l'archivio viene inteso come un repertorio di materiali fortemente tematizzati secondo logiche diverse, con lo scopo di supportare procedure di “rammemorazione creativa”, cioe' di accrescimento della conoscenza (Warburg).

Nell'archivio dunque, le logiche comparative si sviluppano nel confronto tra diverse sostanze dell'espressione, a partire da una concezione di 'significato' come riferimento (Putnam) e come invariante nei processi di trasduzione intersemiotica (Uspenskij).

 

La struttura dell'archivio che proponiamo si basa, oltre a questo, sulla acquisizione di una dimensione narrativa, cioe' di una sequenza di configurazioni e di trasformazioni che ritardi o sospenda il momento della visione simultanea. In questo modo si intende confutare l'ovvieta' dell'evidenza nei materiali presentati, per favorire una diversa valorizzazione dei contenuti che essi veicolano e insieme una maggiore efficacia in termini di “estensione della conoscenza”. Con materiali verbo-visivi eterogenei, a partire da categorie astratte come figurativita' e narrativita', ricorrendo a concetti generali come quelli di rappresentazione, descrizione, analisi, e a configurazioni discorsive come l'archivio e la mappa, fino ad arrivare a tematizzazioni piu' minute che investano i caratteri del territorio attraverso il lessico dei documenti di piano, si giungera' a costruire una griglia di lettura, una trama di categorie e concetti calati sulla superficie cartografica del territorio, sulla quale impostare il progetto di una campagna fotografica.

Lo studio delle esperienze piu' significative di committenza pubblica ci ha permesso di evidenziare il transito verso una sensibilita' comune di alcune forme di concettualizzazione proprie dell'arte contemporanea, assunte di volta in volta come supporto o terreno di prova per una visione del territorio, inteso come materia prima e risultato di una azione consapevole della propria rilevanza culturale.

 

Le “strategie dello sguardo” che la fotografia d'autore mette in campo hanno il potere di muoversi lungo una linea che travalica le rappresentazioni consolidate del paesaggio per esplorare le molteplici qualità del reale. L'analisi delle opere di alcuni maestri della fotografia e dell'arte contemporanea ci ha portato ad elaborare come proposta di metodo, una strumentazione di poche regole “grammaticali” applicabili in modo estensivo alle diverse situazioni di lavoro sul campo. Si tratta di modalità di ripresa fotografica fatte di sequenze, per lo piu' binate, legate tra loro da una definizione sintattica stringente in cui lo sdoppiamento dell'immagine fotografica consente di mettere in relazione variazioni minime ma significative, permettendo di selezionare le somiglianze e le differenze, attivare processi di lettura critica delle fotografie, piuttosto che costringere l'osservatore alla sola identificazione di un referente “naturale”.

 

Caso studio: l'area centrale veneta

Scenario di riferimento: infrastrutture di acqua e asfalto

 

 

INDICE (schema di lavoro)

 

 

parte I (introduzione e riferimenti)

 

  1. Campagne fotografiche sul territorio e committenza pubblica: esperienze recenti in Europa 

(la committenza, gli usi della fotografia, la fotografia d'autore)

 

  1. Il territorio della fotografia 

(presupposti teorici e indicazioni di metodo)

 

  1. Acqua e asfalto 

(infrastrutture di acqua e di terra nell'area centrale veneta) >>

 

parte II (il caso studio)

 

  1. La costruzione dell'archivio 

(le aree, i percorsi, i temi)

 

 

parte III

L'Archivio

(allegato di fotografie e mappe)